NAPOLI
NAPOLI, CASORIA, CASTELLAMMARE, POZZUOLI

PALERMO
PALERMO, TERMINI, CEFALU', CORLEONE

CONTALDO DI MOLISE
CAMPOBASSO, ISERNIA, LARINO


ABRUZZO ULTERIORE II
AQUILA, CITTADUCALE, SULMONA, AVEZZANO


CALABRIA CITRA
COSENZA, CASTROVILLARI, ROSSANO, PAOLA

TERRA DI LAVORO
CASERTA, NOLA, GAETA, SORA, PIEDIMONTE D'ALIFE

LE OFFICINE DEL MARE

La naturale posizione geografica del Regno di Napoli aveva da sempre favorito lo sviluppo delle forze marine, sia mercantili che militari, sotto la dinastia di Carlo di Borbone a partire dal 1734, furono varati, dal Cantiere di Castellammare, unità navali tra le più moderne e veloci dell’epoca, la prima nave da guerra a vapore di quella flotta che avrebbe avuto un ruolo da protagonista nel Mediterraneo, il primo piroscafo a vapore e la prima nave da crociera al mondo.
BASILICATA
POTENZA, MATERA, LAGONEGRO, MELFI

CALABRIA ULTRA I
REGGIO, GERACE, PALMI


ABRUZZO ULTRA I
TERAMO, PENNE
 
PRINCIPATO ULTRA
AVELLINO, ARIANO, SANT'ANGELO DEI LOMBARDI

LE OFFICINE DI PIETRARSA

Le Officine di Pietrarsa sono la storia delle ferrovie italiane. Gli edifici che oggi ospitano il museo, sono i padiglioni del Reale Opificio Meccanico, Pirotecnico e per le Locomotive del Regno delle due Sicilie fondato da Ferdinando II di Borbone nel 1840. Le officine trovarono posto a fianco del primo tratto ferroviario italiano, la linea da Napoli al Granatello di Portici, inaugurata il 3 ottobre 1839.

TERRA DI BARI
BARI, ALTAMURA, BARLETTA

MESSINA
MESSINA, CASTROREALE, PATTI, MISTRETTA


CAPITANATA
FOGGIA, SAN SEVERO, BOVINO

TERRA D'OTRANTO
LECCE, TARANTO, GALLIPOLI, BRINDISI

FRANCESCO II DI BORBONE

Sua Maestà Re Francesco II delle Due Sicilie, soprannominato Franceschiello (Francesco d'Assisi Maria Leopoldo) Napoli 16 Gennaio 1836 - Arco 27 Dicembre 1894, fu l'ultimo Re delle due Sicilie, salito al trono il 22 Maggio 1859  e deposto il 13 Febbraio 1861 con l'invasione del Regno d'Italia; divenuto Servo di Dio il 16 dicembre 2020, con l'apertura del processo di canonizzazione


Francesco II di Borbone, pur regnando per poco più di un anno come sovrano sul trono di Napoli, ebbe tempo di varare varie riforme: concesse più autonomie ai comuni, emanò amnistie, nominò commissioni aventi lo scopo di migliorare le condizioni dei carcerati nei luoghi di detenzione, dimezzò l'imposta sul macinato, ridusse le tasse doganali, fece aprire le borse di cambio a Reggio Calabria e Chieti. Inoltre, siccome era in corso una carestia, dette ordini per l'acquisto di grano all'estero per rivenderlo sottocosto alla popolazione e per donarlo alle persone più indigenti. Francesco II si propose di far ripartire i progetti di ampliamento della rete ferroviaria; tali progetti, poi, furono realizzati e ampliati dopo il 1860

TRAPANI
TRAPANI, MAZARA, ALCAMO


PRINCIPATO CITRA
SALERNO, SALA, CAMPAGNA, VALLO

ABRUZZO CITRA
CHIETI, LANCIANO, VASTO


GIRGENTI
GIRGENTI, BIVONA, SCIACCA


 

FERDINANDO II DI BORBONE

Nacque il 12 Gennaio 1810 a Palermo, da Francesco, duca di Calabria, e da Maria Isabella, dei Borboni di Spagna, sua seconda moglie, ed ebbe il titolo di duca di Noto. Fu Re del Regno delle due Sicilie dal 1830 al 1859 fino alla sua morte, S.M. Ferdinando II fu il Re dell’orgoglio meridionale.


Salito al trono del Regno delle due Sicilie l'8 novembre 1830, ad appena vent'anni, mirò subito alla riorganizzazione dello Stato, alla riduzione del debito pubblico e alla pacificazione delle parti sociali ancora in tumulto dopo il periodo napoleonico. Infatti, con una serie di regi decreti, il nuovo re ridusse l'opprimente burocrazia degli uffici statali e provvide alla riorganizzazione del bilancio, che al momento della sua ascesa al trono era in passivo di 1.128.167 ducati: ridusse del 50% la sua lista civile e quella della casa regnante, rinunciando a 360.000 ducati, abolì le riserve di caccia reali di Persano, Venafro, Calvi e Mondragone ed alcuni uffici superflui, come la polizia di palazzo e la carica di cacciatore maggiore, abbassò lo stipendio annuo dei ministri a 6.000 ducati annui, distribuì fra 50 comuni le terre destinate al pascolo dei regi armenti, abolì la tassa sul macinato e ridusse della metà le pene per i condannati politici.

NOTO
SIRACUSA, MODICA, NOTO


CALABRIA ULTRA II
CATANZARO, NICASTRO, MOTELEONE, COTRONE

CATANIA
CATANIA, CALTAGIRONE, NICOSIA, ACIREALE

CALTANISSETA
CALTANISSETTA, PIAZZA, TERRANOVA

S.M. CARLO DI BORBONE

Carlo di Borbone o Carlo III, tutti lo conoscono così, ma il suo vero nome è Carlos Sebastián de Borbón y Farnesio, fu un vero “Re di Napoli", in perfetta sintonia con il suo popolo e i suoi bisogni prese parte ad ogni evento pubblico e religioso entrando in contatto con loro ad ogni occasione. Immancabile era la messa alla chiesa di S. Maria del Carmine di domenica pomeriggio dove lo accoglieva sempre una folla popolare.

Si è soliti considerare Carlo il primo Re di Napoli della dinastia borbonica, ed in effetti egli è sicuramente il grande restauratore del Regno. Ma in realtà, il primo sovrano della dinastia a regnare nel Meridione italiano fu suo padre Filippo V nel momento in cui assurse al Trono di Madrid nel 1700. Durante le vicende della lunga Guerra di Successione Spagnola, pur vincitore della guerra e quindi sovrano di Spagna, perdette nel 1707 il vicereame di Napoli e Sicilia a favore degli Asburgo d’Austria, che lo manterranno fino al 1734, anno in cui Carlo di Borbone, figlio di Filippo V e della sua seconda moglie Elisabetta Farnese, conquistò, con l’appoggio diplomatico della madre, il vicereame napoletano divenendone sovrano a tutti gli effetti, e, assumendo il titolo di Carlo Re di Napoli, ripristinando l’autonomia del Regno di Napoli, facendone una nazione indipendente e sovrana.